My Bookish Philosophy ricomincia da qui
Ci sono storie che finiscono, storie che restano in sospeso e altre che aspettano semplicemente il momento giusto per ricominciare.
My Bookish Philosophy appartiene decisamente all’ultima categoria.
Quando ho aperto questo blog sentivo il bisogno di avere uno spazio in cui parlare delle mie letture, condividere le emozioni che mi lasciavano e, nel mio piccolo, aiutare gli autori a far conoscere le loro opere. Per qualche tempo questo angolo è stato la casa di recensioni, interviste, traduzioni e pensieri più o meno ordinati. Poi la vita ha cominciato a chiedere spazio, il tempo a disposizione è diminuito e il blog è rimasto fermo.
Non l’ho mai davvero dimenticato. Ogni tanto tornavo a visitarlo, ritrovando una versione più giovane di me tra immagini colorate, recensioni lunghissime e un po’ di caos di una versione più spericolata di me stessa. Alcune cose oggi le scriverei diversamente; altre mi fanno ancora sorridere proprio perché raccontano esattamente chi ero.
Per questo ho deciso di non cancellare il passato. I vecchi articoli rimarranno qui, con la loro grafica, le loro imperfezioni e tutto l’entusiasmo con cui sono stati scritti. Sono una parte della storia del blog e, inevitabilmente, anche della mia.
Nel frattempo, però, sono cambiate molte cose.
Quest’anno ho intrapreso diversi nuovi progetti legati al mondo della letteratura. Ho ricominciato a leggere con grande frequenza, ma soprattutto ho ritrovato il desiderio di scrivere. Le due cose, nel mio caso, si alternano in maniera piuttosto imprevedibile: ci sono periodi in cui divoro un libro dopo l’altro e altri in cui una storia prende possesso della mia testa e non lascia spazio a nient’altro.
A volte riesco perfino a fare entrambe le cose. Dormire, in quei casi, diventa chiaramente facoltativo.
Tornare qui è sembrato il passo naturale. Prima, però, questa casa aveva bisogno di essere risistemata. Ho cambiato grafica, riordinato categorie, recuperato vecchie pagine e cercato di rendere tutto più vicino alla persona e alla lettrice che sono oggi.
Ho conservato il nome perché continua a rappresentare perfettamente ciò che vorrei fare: non limitarmi a dire se un libro mi è piaciuto, ma raccontare i pensieri, le domande e le emozioni che ha lasciato dietro di sé.
Su My Bookish Philosophy torneranno naturalmente le recensioni. Ci saranno anche interviste, segnalazioni, citazioni in lingua originale, riflessioni e piccoli progetti letterari che prenderanno forma nel tempo.
Continuerò inoltre a dare spazio agli autori indipendenti, perché credo che alcune delle storie più interessanti siano proprio quelle che hanno bisogno di una voce in più per riuscire a incontrare i propri lettori.
Non voglio però trasformare questo ritorno in una lista di promesse o in un calendario impossibile da rispettare. Il blog crescerà seguendo il ritmo delle mie letture e della mia scrittura.
E il mio ritmo, qualche volta, prevede una pausa.
Quando chiudo un libro che mi ha lasciata senza fiato, non riesco a passare immediatamente a quello successivo. Ho bisogno di restare ancora un po’ dentro quella storia, mentre scene, personaggi ed emozioni continuano a ripetersi nella mia mente. Solo quando il rumore si attenua riesco davvero ad aprire la porta a un nuovo mondo.
Questa volta, però, la pausa del blog è durata abbastanza.
Sono curiosa di scoprire quali storie arriveranno, quali personaggi mi faranno innamorare e quali finali mi faranno discutere mentalmente con l’autore per giorni. Soprattutto, sono felice di avere nuovamente un luogo in cui raccontarlo.
Se eri già da queste parti, bentornato.
Se invece hai appena scoperto My Bookish Philosophy,
benvenuto.
Da qui comincia un nuovo capitolo.
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