Bonded by Thorns di Elizabeth Helen: un retelling romantasy da leggere tutto d’un fiato

Ho letto Bonded by Thorns in un solo giorno. Non perché tutto fosse perfetto, ma perché ogni volta che provavo a fermarmi c'era un principe da scoprire, una rosa da accarezzare o un nuovo mistero che sembrava chiedermi ancora un capitolo.

Elizabeth Helen prende La Bella e la Bestia, moltiplica la Bestia per quattro, aggiunge un castello incantato, una maledizione e un villain fin troppo affascinante per essere messo da parte completamente. Il risultato è una romantasy why choose scorrevole e coinvolgente, capace di incantarmi anche quando la logica della trama ha cominciato a scricchiolare un po'.

Copertina di Bonded by Thorns di Elizabeth Helen

Scheda del libro

Bonded by Thorns

Elizabeth Helen

Editore
Magpie
Pubblicazione
5 dicembre 2023
Genere
Romantasy why choose
Serie
Beasts of the Briar #1
Formato letto
Ebook
Lingua
Inglese
Lunghezza
382 pagine
Punti di vista
Multipli, ma soprattutto Rosalina
Why choose Beauty and the Beast retelling Fated mates Forced proximity Grumpy x sunshine Enemies to lovers Cursed fae princes
Nota di trasparenza: ho acquistato e letto personalmente l'ebook in lingua inglese. Questa recensione nasce esclusivamente dalla mia esperienza di lettura e non fa parte di una collaborazione.
La mia valutazione ★★★★☆ 4 su 5

Il verdetto in breve

Incantevole · Coinvolgente · Scorrevole

Un retelling romantasy che ho divorato in un giorno, con un'ambientazione fiabesca riuscita e quattro relazioni ben differenziate. Alcune soluzioni narrative mi hanno lasciata un po' perplessa, ma non abbastanza da spezzare l'incantesimo o da diminuire la mia voglia di proseguire la serie.

Avvertenze di contenuto e componente spicy

Il romanzo contiene violenza e sangue, attacchi da parte di creature, prigionia, abuso emotivo, minacce, comportamenti coercitivi e di controllo, soffocamento, riferimenti a dipendenza e comportamenti autodistruttivi e il ricordo di una marchiatura non consensuale. Sono inoltre presenti contenuti sessuali espliciti e linguaggio esplicito.

Componente spicy: tre stelle su cinque. Le scene arrivano abbastanza avanti nella storia, funzionano all'interno delle relazioni e non mi sono sembrate affrettate o forzate.

La storia, senza spoiler

Rosalina O'Connell vive a Orca Cove, dove trascorre le giornate tra la libreria di famiglia, i suoi romanzi e la sensazione di essere sempre fuori posto. Quando suo padre attraversa accidentalmente il confine che separa il mondo umano dal regno dei fae e viene fatto prigioniero, Rosalina decide di seguirlo e offre la propria libertà in cambio della sua.

Si ritrova così a Castletree, un castello avvolto dai rovi e abitato da quattro principi fae: Keldarion, Ezryn, Dayton e Farron. Ognuno di loro appartiene a un diverso regno legato a ciascuna stagione e sono tutti condannati da una maledizione che lo trasforma in una bestia durante la notte.

Per riconquistare la libertà, Rosalina accetta di aiutarli a trovare le loro mate e a spezzare la maledizione. Il piano dovrebbe essere semplice, almeno sulla carta. Diventa molto meno semplice quando Castletree comincia a sembrarle più casa del mondo che ha lasciato e quando il legame con ciascuno dei principi assume una forma sempre più profonda.

Rosa avvolta dai rovi in un castello incantato, immagine ispirata a Bonded by Thorns di Elizabeth Helen
Una rosa, una maledizione e un castello che custodisce più segreti di quanti sia disposto a rivelare.

Una fiaba che cambia forma

I richiami a La Bella e la Bestia sono evidenti fin dalle premesse: un padre che entra in un regno proibito, una figlia che prende il suo posto, un castello incantato, una maledizione e delle rose dalle quali dipende molto più di quanto sembri. Non si limita però a ripetere semplicemente la fiaba.

Il retelling conserva la familiarità della storia originale, ma la distribuisce fra quattro principi e quattro regni stagionali. Castletree possiede la giusta combinazione di bellezza e inquietudine: è un luogo ferito, decadente eppure ancora pieno di magia, nel quale ogni sala sembra ricordare ciò che esisteva prima della maledizione.

Ho apprezzato molto anche l'Enchanted Vale e il modo in cui i diversi scenari riprendono l'immaginario fiabesco senza sembrare semplici decorazioni. L'ambientazione accompagna la storia e contribuisce a quella sensazione di incanto che mi ha tenuta legata al romanzo fino alla fine.

Rosalina e il desiderio di appartenere a qualcosa

Rosalina mi è piaciuta e, nel complesso, l'ho trovata credibile. È una ragazza abituata a rifugiarsi nei libri perché il mondo reale non sembra avere uno spazio per lei. Ad Orca Cove si sente osservata, isolata e incapace di trovare persone con cui essere davvero se stessa. A Castletree, paradossalmente, comincia a sentirsi a casa fra fae maledetti, rovi e mostri.

Questo passaggio funziona sul piano emotivo. Ho creduto al fatto che Rosalina trovasse il proprio posto nel mondo incantato e accanto ai principi più di quanto fosse mai riuscita a fare sulla Terra. Non si limita a innamorarsi: diventa utile, costruisce legami e scopre una versione di sé meno timorosa e più capace di agire.

Qualche dettaglio, però, mi ha convinta meno. Tutti sottolineano quanto Rosalina sia bella, eppure nel mondo umano non sembra essere mai riuscita a integrarsi o a stringere vere amicizie. Appena arriva nell'Enchanted Vale, invece, crea rapporti con una facilità quasi sorprendente. Non è impossibile (a volte basta davvero trovare le persone giuste) ma avrei voluto che questa differenza fosse approfondita un po' di più.

Ho trovato curioso anche il modo in cui passa senza particolare disagio dai suoi abiti comodi felpe e leggins) a grandi vestiti da cerimonia. Per una ragazza presentata come impacciata e poco abituata a essere al centro dell'attenzione, mi sarei aspettata almeno qualche esitazione in più.

Quattro principi, quattro rapporti diversi

L'aspetto che temevo maggiormente in un why choose con quattro interessi romantici era che i principi finissero per confondersi. Non è successo. Keldarion, Ezryn, Dayton e Farron hanno personalità, ferite e modi diversi di rapportarsi a Rosalina. La chimica funziona con tutti proprio perché ogni legame segue un ritmo proprio.

Ho apprezzato soprattutto Dayton e Farron, anche se per ora nessuno dei quattro mi ha conquistata completamente. Dayton possiede una sicurezza più giocosa e immediata, mentre Farron mostra una dolcezza e una vulnerabilità che rendono naturale affezionarsi a lui. Keldarion mi è piaciuto, ma resta ancora avvolto da rabbia e segreti che mi impediscono di fidarmi del tutto.

Ezryn è quello che in questo primo volume rimane maggiormente in disparte. Non mi ha lasciato un'impressione negativa: semplicemente, ho avuto meno occasioni per conoscerlo. Proprio per questo sospetto, e spero, che i seguiti abbiano in serbo molto di più per lui.

Tutti i principi hanno lati negativi, e questa è stata una scelta che ho apprezzato. Non sono figure idealizzate in attesa di adorare la protagonista: sono feriti, ostinati, talvolta irritanti e inclini a prendere decisioni discutibili. In altre parole, materiale perfetto per risvegliare la mia sindrome della crocerossina. La maledizione, a quel punto, è quasi il problema più semplice.

Un why choose che non rende i sentimenti intercambiabili

Il romance mi ha convinta perché Rosalina non prova la stessa cosa nello stesso modo con ciascun principe. Il rapporto con ognuno mette in luce un lato differente del suo carattere e procede secondo tempi propri. Questa distinzione evita che la componente why choose sembri una semplice collezione di uomini bellissimi disposti strategicamente intorno alla protagonista.

Anche la parte spicy funziona. Le scene esplicite non arrivano subito, ma dopo che attrazione e rapporti hanno avuto il tempo di svilupparsi. La mia valutazione è di tre stelle su cinque: presente e importante, ma non tanto da divorare la trama o trasformare ogni conversazione in un pretesto piccante.

Quando la trama chiede un piccolo atto di fede

Nel complesso ho trovato la storia ben costruita e credibile nelle sue premesse fiabesche. Il ritmo è equilibrato, gli eventi scorrono senza diventare macchinosi e il romanzo alterna bene esplorazione, romance e pericolo. Alcuni passaggi, però, sembrano esistere più per ritardare le risposte che per una vera necessità narrativa.

I principi custodiscono informazioni che, almeno per come vengono presentate, non sembrano avere un motivo sufficiente per restare segrete. Anche la ricerca su come spezzare la maledizione mi è parsa poco definita: non è chiaro quali testi stiano consultando, da dove provengano quelle conoscenze o perché una nuova arrivata riesca a individuare indizi sfuggiti a chi studia il problema da decenni.

Sono crepe che ho notato e che hanno impedito alla recensione di raggiungere le cinque stelle, ma non hanno reso la lettura meno compulsiva. Il mondo, i personaggi e i misteri mi hanno catturata abbastanza da farmi continuare a voltare pagina. La logica ogni tanto inciampava, ma io ero già partita verso il capitolo successivo.

Una scrittura che invita a leggere ancora un capitolo

Ho letto Bonded by Thorns in inglese e ho trovato la scrittura immediata, visiva e molto scorrevole. Non è una prosa che cerca la complessità a ogni costo: punta sull'atmosfera, sui dialoghi e sulla curiosità, facendo terminare spesso i capitoli nel punto esatto in cui abbandonare il libro diventa una decisione poco realistica.

Il punto di vista dominante è quello di Rosalina, ma alcuni brevi capitoli affidati ai principi permettono di comprendere meglio le loro paure e le differenze fra i sentimenti che stanno sviluppando. L'alternanza non spezza il ritmo e, anzi, aiuta a rendere più credibile la componente corale del romance.

Some people call these guilty pleasure reads, but why should I feel guilt for wanting to escape to somewhere else, even for a little while?
Elizabeth Helen, Bonded by Thorns

È una frase che racconta Rosalina, ma anche il piacere della lettura in cui mi rivedo molto. Non dovrebbe esserci nulla di sbagliato nel desiderio di vivere per qualche ora in un altro mondo. Un mondo che sarebbe impossibile altrimenti vivere. Dove provare emozioni autentiche, che raccontano chi siamo dentro.

A chi potrebbe piacere

Consiglio Bonded by Thorns a chi ama i retelling de La Bella e la Bestia, le atmosfere fiabesche, i castelli incantati e i romance why choose nei quali ogni relazione possiede una dinamica riconoscibile. Potrebbe piacere anche a chi cerca una romantasy scorrevole, sensuale senza diventare immediatamente spicy, con principi imperfetti e molti misteri destinati a svilupparsi nei libri successivi.

Il mio verdetto

Bonded by Thorns mi ha incantata e coinvolta abbastanza da farmi leggere quasi quattrocento pagine in un solo giorno. Ho amato l'atmosfera, i richiami a La Bella e la Bestia e il modo in cui il rapporto di Rosalina con ciascun principe mantiene una propria identità.

Alcuni segreti però sembrano custoditi soprattutto perché la trama ne ha bisogno. Anche qualche aspetto della caratterizzazione di Rosalina richiede un piccolo atto di fiducia. Sono difetti che ho percepito, ma che non hanno cancellato il piacere della lettura.

Il finale apre molte domande senza lasciarmi semplicemente sospesa nel vuoto: promette che il mondo e i personaggi abbiano ancora parecchio da rivelare. La prova più convincente è che il secondo volume sarà la mia prossima lettura. Ora spero soltanto che le risposte siano all'altezza dell'incantesimo.

★★★★☆   4 stelle su 5

Parliamone Nei retelling preferite riconoscere chiaramente la fiaba originale oppure amate quando ne restano soltanto poche tracce nascoste nella nuova storia?

Il finale e i misteri di Bonded by Thorns

Attenzione: la sezione seguente parla apertamente della ricerca sulla maledizione, del ritorno di Rosalina sulla Terra e del capitolo finale. Aprila soltanto se hai terminato il libro.
Ho terminato il libro: mostra gli spoiler

Il segreto sulle rose all'interno della torre è uno degli elementi che mi ha convinta meno. Capisco che i principi siano abituati a proteggere informazioni e a non fidarsi, ma non ho trovato una ragione davvero solida per nascondere proprio a Rosalina un problema così centrale. Dirle la verità avrebbe potuto renderla più consapevole della posta in gioco e forse perfino più utile.

Ancora più fragile mi è sembrata la ricerca necessaria a spezzare la maledizione. Su quali libri lavorano esattamente? Cronache, testi magici, profezie? Il romanzo non costruisce una tradizione o un insieme di fonti abbastanza preciso da rendere credibile la soluzione. Per qualche momento ho avuto l'impressione che consultassero romanzi sulla loro stessa maledizione, il che sarebbe stato certamente comodo ma poco realistico.

Il fatto che Rosalina, quando Farron ha trascorso venticinque anni in una ricerca incessante senza trovare una risposta, riesca a fare progressi tanto rapidamente, avrebbe avuto bisogno di una spiegazione più forte: un potere, una prospettiva umana decisiva o una conoscenza alla quale i principi non potevano accedere. Il finale suggerisce che in lei ci sia molto più di quanto sappiamo, quindi è possibile che i volumi successivi riescano a dare un senso anche a questo punto. Per ora, però, resta una forzatura.

È rimasto senza risposta anche il mistero dell'uomo che salva Rosalina dai goblin all'inizio. Non sono riuscita a capire con certezza chi fosse, ed ogni nuovo personaggio introdotto cancellava sempre più tracce di quella figura. Che sia stato dimenticato? Potrebbe essere un dettaglio destinato a tornare, ma in questo primo libro rimane sospeso insieme a molte altre domande.

Il ritorno di Rosalina sulla Terra per un mese non mi ha lasciata senza fiato, anche se non sappiamo cosa le sia successo, ma il cliffhanger è costruito bene. Non chiude semplicemente una porta: mostra quanto ancora ignoriamo su Keldarion, sul tradimento del passato, sui poteri di Rosalina e su ciò che potrebbe essere accaduto durante la sua assenza.

Che cosa nasconde davvero Keldarion? Quale tradimento è stato commesso? Che cosa hanno fatto gli altri principi durante quel mese e che cosa ha fatto Rosalina una volta tornata nel mondo umano? Soprattutto, perché possiede dei poteri e quale ruolo avrà nel futuro dell'Enchanted Vale?

Poi arriva il breve capitolo dal punto di vista di Caspian, una scelta che mi ha sorpresa e che cambia immediatamente il peso del personaggio. Chi è davvero? Quanto sa della maledizione e di Rosalina? È un villain, un alleato o qualcosa di molto più complicato? Il libro si chiude senza rispondere, ma con la sensazione che la storia appena letta fosse soltanto il primo accenno di un disegno più ampio.

È proprio questo a farmi desiderare il seguito. Non ho bisogno che ogni mistero venga risolto nel primo volume, ma spero che le risposte future siano coerenti con gli indizi già disseminati e non semplici soluzioni aggiunte dopo. L'incantesimo ha funzionato; adesso la serie deve dimostrare di conoscere davvero le proprie regole.

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