Woven by Gold di Elizabeth Helen: il romantasy autunnale che ho amato dalla prima all’ultima pagina
Fin dalle prime pagine di Woven by Gold ho capito che avrei amato questo libro più del primo.
Per me è una rarità: nelle saghe tendo quasi sempre a preferire il volume che mi ha fatto entrare nel mondo e conoscere i personaggi. Questa volta, invece, Elizabeth Helen ha preso tutto ciò che avevo apprezzato in Bonded by Thorns, ha eliminato gli scricchiolii e ha costruito una storia più intensa, più sicura e ancora più coinvolgente.
L'ho divorato in un giorno e ho amato ogni singola pagina. Nessuna riserva, nessuna nota stonata da annotare a margine: per me è stato semplicemente perfetto.
Scheda del libro
Woven by Gold
- Editore
- Magpie
- Pubblicazione
- 5 dicembre 2023
- Genere
- Romantasy why choose
- Serie
- Beasts of the Briar #2
- Formato letto
- Ebook
- Lingua
- Inglese
- Lunghezza
- 569 pagine
- Punti di vista
- Multipli, soprattutto Rosalina
Il verdetto in breve
Intenso · Autunnale · Potente
Un seguito capace di superare il primo volume sotto ogni aspetto: una trama incalzante e senza forzature, personaggi in continua evoluzione e un equilibrio perfetto fra romance, maledizioni e conflitti. L'ho divorato in un giorno e non cambierei una sola pagina.
Avvertenze di contenuto e componente spicy
Il romanzo contiene violenza, sangue e ferite, guerra e battaglie, morte e lutto, abuso fisico ed emotivo, relazioni tossiche, comportamenti di controllo, molestie, minacce e linguaggio esplicito. Sono inoltre presenti contenuti sessuali espliciti e dinamiche romantiche e sessuali fra più personaggi.
Componente spicy: quattro stelle su cinque. Diventa molto presente dalla metà del romanzo in poi, ma non raggiunge ancora il suo possibile culmine. Le scene accompagnano l'evoluzione dei rapporti senza annullare la trama, l'ambientazione o la fitta ragnatela di bugie e verità non dette.
La storia, senza spoiler
Sono trascorsi alcuni mesi dalla conclusione di Bonded by Thorns. Rosalina è nuovamente intrappolata a Orca Cove dopo che Keldarion, il suo mate, l'ha bandita dall'Enchanted Vale senza offrirle una spiegazione.
Tornare alla sua vecchia vita, però, non significa tornare a casa. La casa di Rosalina è ormai Castletree, accanto ai quattro principi e alle persone con le quali ha finalmente trovato il proprio posto. Quando riesce a stabilire un contatto con Ezryn, diventa chiaro che nessuna decisione di Keldarion potrà tenerla lontana per sempre.
Nel frattempo, un gelo innaturale sta distruggendo il Regno d'Autunno. Keldarion viene accusato dell'attacco e Farron di aver cospirato con lui, mentre il rischio di una guerra aperta fra i regni diventa sempre più concreto.
Rosalina e i principi dovranno scoprire chi stia manipolando la magia delle stagioni, salvare Autunno e affrontare una maledizione sempre più pericolosa. A complicare ogni cosa ci sono il patto stretto con Caspian, i segreti di Keldarion e dei sentimenti che nessuno di loro riesce più a fingere di non provare.
Il raro seguito che supera il primo libro
Solitamente i primi volumi sono quelli che amo di più. Hanno il fascino della scoperta, la promessa di un mondo ancora inesplorato e quel primo incontro con i personaggi che difficilmente si ripete. Woven by Gold è una splendida eccezione.
Fin dalle prime pagine mi è sembrato più solido di Bonded by Thorns. Il primo libro mi aveva incantata, ma alcune decisioni narrative (soprattutto i segreti custoditi senza una ragione convincente e la ricerca poco chiara sulla maledizione) avevano richiesto un atto di fede.
Qui non ho avvertito nulla di simile. I segreti sono credibili perché nascono dalla paura, dalla vergogna, dal dovere o da promesse che possiedono un peso reale. Le rivelazioni non arrivano quando la trama ha improvvisamente bisogno di loro: accadono quando i personaggi sono pronti ad affrontarle e quando la storia ha costruito il terreno necessario.
Tutto succede nel momento giusto. Il ritmo è incalzante senza essere frettoloso e le quasi seicento pagine sono scivolate via con una facilità accecante.
Un Autunno splendido, ma in pericolo
Il Regno d'Autunno mi ha davvero incantato. Nonostante non sia una delle mie stagioni preferite (la conclusione dell'estate, l'arrivo dei primi freddi...), i colori, la luce, le foglie e i toni caldi costruiscono un'ambientazione immediatamente riconoscibile. Bellissima, ma allo stesso tempo attraversata da una minaccia che ne altera l'equilibrio.
Il gelo che invade una terra legata al raccolto, al cambiamento e al ciclo fra la vita e la morte non è soltanto un problema magico. È un'immagine potentissima: qualcosa di estraneo sta soffocando il regno e costringendo Farron a confrontarsi con tutto ciò da cui ha cercato di fuggire.
Ho apprezzato soprattutto il modo in cui la storia mantiene in equilibrio l'ambientazione e il romance. La crisi di Autunno non è una cornice utile a spostare i protagonisti da un luogo all'altro: resta il centro della trama, con conseguenze politiche, personali ed emotive. Le relazioni crescono dentro quel conflitto, senza sostituirsi ad esso.
Rosalina trova la propria forza
L'evoluzione di Rosalina è uno dei motivi principali per cui ho amato tanto questo libro. Nel primo volume aveva finalmente trovato un luogo nel quale sentirsi accettata, in questo deve capire se possiede la forza necessaria per reclamarlo e proteggerlo.
La sua crescita non passa attraverso uno stravolgimento improvviso. Rosalina non diventa potente smettendo di essere dolce, empatica o profondamente legata agli altri. Non perde il proprio cuore per trasformarsi nell'ennesima eroina invincibile che risolve tutto con una spada e una frase ad effetto.
Impara invece a riconoscere il valore di ciò che è sempre stata. La sua capacità di vedere i principi oltre la loro bestialità, di comprenderne le ferite e di credere in loro non rappresenta una debolezza: è il fondamento della sua forza. Rosalina sale sempre più in alto senza lasciare indietro se stessa.
Ho quasi dimenticato la ragazza bloccata a Orca Cove nelle prime pagine. Non perché quella versione di lei sia scomparsa, ma perché la sua evoluzione è così naturale da far sembrare inevitabile la donna che diventa.
Keldarion, finalmente oltre la nebbia
Ora posso dirlo senza esitazioni: ho un principe preferito ed è Keldarion.
In Bonded by Thorns mi era piaciuto, ma la nebbia che circondava le sue intenzioni mi aveva impedito di comprenderlo fino in fondo. Il suo comportamento sembrava spesso dettato soltanto dalla rabbia o dal bisogno di allontanare Rosalina, mentre le vere ragioni restavano nascoste dietro silenzi e decisioni incomprensibili.
In questo volume quella nebbia comincia a diradarsi. Keldarion rimane tormentato, ostinato e molto poco incline a spiegarsi, ma diventa possibile intravedere il peso che porta e la paura che guida le sue scelte.
Non conosciamo ancora il vero motivo del patto con Caspian né ciò che potrebbe accadere se Keldarion si lasciasse andare completamente con Rosalina. Proprio questa tensione, però, ha reso ogni loro incontro emotivamente fortissimo. Il suo sentimento è evidente anche quando fa di tutto per negarlo, e ormai la distanza fra ciò che prova e ciò che si permette di vivere è diventata dolorosa.
Farron, Dayton ed Ezryn
Farron è il principe che compie l'evoluzione più completa. Il suo rapporto con Rosalina conserva qualcosa di profondamente tenero: prima ancora che amanti, loro sono migliori amici. Si comprendono, si sostengono e riescono a vedere l'uno nell'altra una forza che entrambi faticano a riconoscere in sé stessi.
Dayton, invece, mi ha spezzato un po' il cuore. Capisco cosa lo spinga a comportarsi in quel modo e proprio per questo è difficile guardarlo continuare a evitare ciò che prova e ciò che potrebbe diventare. Rosalina ha già imparato a vederlo con chiarezza, ora aspetto che anche lui riesca finalmente ad aprire gli occhi su se stesso.
Ezryn resta ancora il più distante. Condivide alcuni momenti d'intimità con Rosalina, ma continua a essere il principe che si lascia intravedere meno. Non lo considero un difetto del romanzo: ho avuto la sensazione che la storia stesse preparando qualcosa di più ampio per lui. Dopo il finale, sospetto che il prossimo volume potrebbe finalmente concedergli lo spazio che merita.
Un why choose fatto di rapporti, non di numeri
Anche con l'aumento dell'intimità, il romance why choose continua a funzionare perché nessuno dei principi perde la propria voce. Rosalina si sente vicina a tutti e passa dall'uno all'altro, ma ogni rapporto conserva un linguaggio emotivo riconoscibile.
Keldarion rappresenta la tensione più forte e dolorosa; Farron è amicizia, fiducia e scoperta; Dayton nasconde la vulnerabilità dietro il desiderio e l'ironia; Ezryn rimane una promessa ancora in parte celata. Non sembrano quattro variazioni dello stesso interesse romantico, ma quattro legami distinti che confluiscono in una relazione più ampia.
La componente spicy merita per me quattro stelle su cinque. Diventa molto presente dalla metà del libro e alcune scene sono decisamente memorabili, ma ho comunque avuto la sensazione che non abbia ancora raggiunto il proprio culmine.
Ma soprattutto, non divora il resto. La storia continua a dedicare spazio alla crisi di Autunno, alla maledizione, alle bugie e alle verità non dette. L'intimità fa avanzare le relazioni senza far scomparire il mondo intorno ai personaggi.
Segreti che hanno finalmente un peso
Una delle differenze più evidenti rispetto al primo volume riguarda i segreti. In Woven by Gold non ho mai avuto la sensazione che un personaggio tacesse soltanto perché una conversazione sincera avrebbe abbreviato troppo il libro.
Le mezze verità sono legate alla maledizione, ai rapporti di potere, alle colpe del passato e ai patti che non possono essere spezzati senza conseguenze. Anche quando avrei voluto scuotere qualcuno e ordinargli di parlare, riuscivo a comprendere il motivo del suo silenzio.
La trama diventa così una ragnatela fitta ma leggibile. Ogni nuova informazione modifica ciò che credevo di sapere, senza sembrare comparsa dal nulla. Gli indizi erano presenti, le emozioni li sostenevano e le rivelazioni arrivavano esattamente quando dovevano arrivare.
Una nota sulla lingua originale
Ho letto anche Woven by Gold in inglese e ho ritrovato la scrittura immediata e visiva di Elizabeth Helen, ma in questo volume mi è sembrata ancora più sicura.
Il ritmo non rallenta nonostante la lunghezza e l'alternanza dei punti di vista accompagna bene la natura corale della storia. Rosalina resta il centro emotivo, mentre i capitoli affidati ai principi permettono di percepire ciò che non riescono ancora a dirle.
È una prosa costruita per trascinare il lettore da una scena all'altra, ma sa fermarsi quando un momento emotivo ha bisogno di spazio. Azione, romanticismo e rivelazioni si alternano senza ostacolarsi, ed è anche per questo che ho finito il libro in un giorno.
Not all battles are won with the strike of a sword. Sometimes all it takes is an inspiring word, a little spark.Elizabeth Helen, Woven by Gold
È una frase che rappresenta perfettamente Rosalina. La sua forza non nasce dal desiderio di diventare qualcun altro, ma dalla capacità di comprendere ciò di cui le persone hanno bisogno e di accendere in loro qualcosa che credevano perduto.
A chi potrebbe piacere
Consiglio Woven by Gold a chi ha apprezzato il primo volume e desidera vedere l'Enchanted Vale diventare più ampio, più complesso e ancora più coinvolgente. È perfetto per chi ama i romance why choose con relazioni ben differenziate, i principi moralmente imperfetti, le atmosfere autunnali e le storie nelle quali crescita personale, magia e politica procedono insieme.
La serie deve essere letta in ordine: questo secondo volume riprende direttamente le conseguenze di Bonded by Thorns e non offre un nuovo punto d'ingresso. È inoltre indicato per chi apprezza una componente spicy molto presente, senza voler rinunciare a una trama articolata e a un vero sviluppo dei personaggi.
Il mio verdetto
Woven by Gold è riuscito in qualcosa che per me accade raramente: farmi amare il secondo volume più del primo. Ha mantenuto tutto ciò che mi aveva conquistata in Bonded by Thorns e ha dato maggiore solidità alla trama, ai segreti e all'evoluzione dei personaggi.
Ho amato l'atmosfera del Regno d'Autunno, la crescita di Rosalina, la vulnerabilità di Farron e persino il dolore che Dayton continua ostinatamente a infliggersi. Soprattutto, ho finalmente visto oltre la nebbia che circondava Keldarion e ho trovato il mio principe preferito.
Il finale conclude il conflitto principale nel punto giusto e, contemporaneamente, apre domande ancora più grandi sul futuro della serie. Non mi sono sentita privata di una conclusione: mi sono sentita invitata a proseguire.
L'ho divorato in un giorno, ho amato ogni pagina e non ho alcuna esitazione sul voto. Ora sono pronta per il prossimo volume.
Il finale di Woven by Gold
Ho terminato il libro: mostra gli spoiler
L'evoluzione di Farron raggiunge il proprio culmine quando riesce finalmente a spezzare la maledizione. È una conclusione coerente con tutto il percorso costruito nel romanzo: prima di poter salvare il suo regno, Farron deve smettere di considerarsi inadatto a guidarlo e accettare tanto la propria forza quanto le parti di sé che lo spaventano.
Ho trovato particolarmente forte la scena in cui lui e Rosalina stanno per avere un rapporto fisico e la bestia prende il sopravvento. Il momento rende concreta la minaccia della maledizione proprio quando Farron è più vulnerabile. Rosalina non vede soltanto il pericolo, ma anche il suo migliore amico, la persona che ama e che continua a meritare fiducia anche quando non riesce più a riconoscere se stesso.
Per questo lo scioglimento della maledizione non sembra una ricompensa arrivata dal nulla. È il risultato di un rapporto costruito sull'amicizia, sull'accettazione e sulla capacità di Rosalina di vedere Farron interamente, senza separare il principe dalla bestia.
La scena fra Rosalina, Farron e Dayton è stata invece il momento in cui la componente spicy ha mantenuto tutte le promesse fatte fino a quel punto. Le dinamiche fra loro restano riconoscibili anche nell'intimità: Farron e Dayton non diventano presenze intercambiabili e Rosalina conserva un legame diverso con entrambi.
Il culmine della battaglia nel Regno d'Autunno mi ha quasi fatta piangere. Avevo intuito che Keldarion sarebbe arrivato con i legionari che avevano disertato il Regno d'Inverno, ma prevedere una scena non significa essere immuni alla sua forza.
Vederlo comparire proprio quando ogni speranza sembra perduta è stato bellissimo. Non è soltanto l'ingresso spettacolare del guerriero destinato a cambiare le sorti della battaglia: è la dimostrazione che Keldarion non è solo, che le sue scelte hanno lasciato un segno e che esistono persone ancora disposte a seguirlo.
È anche il momento che ha reso definitivo il mio affetto per lui. Keldarion continua a nascondere troppo e non conosciamo ancora il vero motivo del patto con Caspian né ciò che accadrebbe se si lasciasse andare con Rosalina. Eppure le sue azioni parlano con una chiarezza che le parole non hanno mai posseduto.
La ricomparsa di Lucas è stata altrettanto precisa. Non la sospettavo e ho amato il modo in cui il romanzo racconta il cambiamento delle emozioni di Rosalina nel momento in cui lo rivede. Lucas appartiene a una versione della sua vita nella quale lei non conosceva ancora il proprio valore e non pensava di meritare qualcosa di diverso.
Ritrovarlo dopo tutto ciò che ha vissuto nell'Enchanted Vale le permette di misurare la distanza percorsa. Rosalina non ha bisogno di Lucas per chiudere quella parte della propria storia: è lei a essere cambiata abbastanza da non permettergli più di definirla.
Infine arriva Caspian. Il suo capitolo conclusivo funziona perché non chiarisce le sue intenzioni, ma rende ancora più evidente quanto sia coinvolto in tutto ciò che sta accadendo. Il fatto che non sappia ancora chi sceglierà di tradire mi ha affascinata e, contemporaneamente, spaventata.
Caspian è legato alla maledizione, a Keldarion e ormai anche a Rosalina, ma non è ancora chiaro dove finisca il piano e dove inizino i suoi sentimenti. La domanda non è più soltanto se tradirà qualcuno, ma quale legame si dimostrerà abbastanza forte da cambiare la sua scelta.
Il finale è perfetto perché conclude il percorso di Farron e la crisi di Autunno, ma lascia aperti Keldarion, Dayton, Ezryn e Caspian. Non chiude il libro con una semplice interruzione: chiude un arco e ne apre altri. Ed è esattamente il tipo di cliffhanger che mi fa desiderare immediatamente il seguito.
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